Il 2018 delle criptovalute parte nel segno di Ripple

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ripple 2018

Mentre gli analisti e gli investitori rincorrevano ogni rumors sul trading in Bitcoin, il panorama delle criptovalute, come racconta Meteofinanza.com, silentemente portava alla ribalta quello che viene probabilmente ritenuta la vera “scommessa” sulla quale puntare. Anche se di scommessa – peraltro – forse non si può più nemmeno parlare, visto e considerato che Ripple (XRP), protagonista del nostro breve focus odierno è uno degli asset più caldi del comparto delle valute digitali, e non solo. Ma da dove arrivare Ripple? E, soprattutto, dove ha intenzione di andare?

A fornire un piccolo sguardo sulla sua evoluzione, c’è da credere che i presupposti siano piuttosto solidi. A inizio 2017 la quotazione di Ripple era di appena 0,006 dollari, mentre a distanza di 12 mesi il suo prezzo ha già superato i 3 dollari, con un incremento di oltre il 30.000%. Il merito?

Le sottostanti che hanno permesso a questa creatura di svilupparsi in maniera così solida non fanno riferimento esclusivamente all’euforia che ha coinvolto chiunque abbia cercato di investire in criptovalute, ma ricadono più concretamente sulle specificità di Ripple, il cui scopo è quello di creare un circuito digitali per pagamenti e trasferimento di fondi, fruibile non solamente attraverso la propria criptovaluta.

In altri termini, Ripple è soprattutto – ma non solo – un sistema utile per poter inviare denaro, e costruire sulla propria struttura dei contratti intelligenti e delle applicazioni piuttosto versatili e flessibili. Il tutto, in un contesto che è molto diverso da quello di Bitcoin (il progetto è in pre-mining, e dunque non si possono estrarre nuove monete), ma anche da Ethereum, la criptovaluta alla quale spesso Ripple viene associata.

Le caratteristiche peculiari di Ripple l’hanno reso ben presto un target piuttosto appetibile non solamente – come vedremo tra poche righe – da parte di chi vuole (o vorrebbe!) cavalcare questo ottimo dinamismo, bensì anche e soprattutto di istituzioni finanziarie e grandi corporate, che sono interessate a sfruttare gli algoritmi e gli apparati tecnologici su cui si basa Ripple per i propri scopi e per quelli dei propri clienti.

Per tutti gli altri, non rimane che guardare Ripple come una possibile preda dei propri investimenti. Così come avviene con le altre criptovalute, è possibile partecipare ai suoi potenziali guadagni sia acquistandoli direttamente sul proprio wallet, attraverso un servizio di exchange in cambio di altcoin, sia utilizzando i Ripple come asset sottostanti dei propri investimenti finanziari derivati, spesso in leva finanziaria.

Due strade evidentemente molto diverse, che tuttavia risultano essere accomunate da un’unica – grande – finalità. La possibilità di poter partecipare ai rendimenti che Ripple è stata in grado di offrire nel corso del 2017, e che si spera possano essere aumentati o consolidati nel corso del presente anno.

Se desiderate disporre di maggiori informazioni di dettaglio sul progetto in questione, vi consigliamo di consultare il sito ufficiale di Ripple, dove vengono riportati tutti gli aggiornamenti su quella che potrebbe essere una delle next big thing del 2018, e che potrebbe addirittura impensierire il primato di Bitcoin all’interno del cluster delle valute virtuali più capitalizzate del mondo.