Dalle origini al postmoderno: la storia del cinema dai suoi inizi fino ai giorni nostri

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28 dicembre 1915. È questa la data a cui si fa corrispondere, convenzionalmente, l’inizio della storia del cinema. Quel giorno, infatti, in quel di Parigi venne messa in atto la prima proiezione pubblica a pagamento di alcuni film (di durata massima un minuto) ideati dai fratelli Lumière.

Essi poterono realizzare questo progetto grazie all’ideazione del cinematografo, strumento attraverso il quale era possibile proiettare le immagini sul grande schermo e permetterne quindi una visione collettiva e non solo singola come avveniva invece con il kinetoscopio.

Il cinematografo fu l’ultimo di una lunga serie di oggetti che vennero ideati per raggiungere l’obiettivo di proiettare le immagini sul grande schermo: il primo di essi fu lo zootropio, un rudimentale strumento attraverso il quale si potevano creare delle apparenti animazioni sfruttando la rotazione su sé stesso di un cilindro aperto, sul quale vennero fatti dei fori e, sopra di essi, nella parte interna del cilindro, incollate delle immagini.

In seguito venne poi ideato il prassinoscopio, molto simile allo zootropio, seguito poi dal fucile fotografico, che impressionava 12 fotogrammi in un secondo posti intorno ad una lastra circolare che ruotava automaticamente a scatti, e dal kinetoscopio, precursore del cinematografo attraverso il quale era possibile guardare dei brevi filmati che però erano visionabili da una sola persona alla volta, osservando all’interno di una grande cassa attraverso un oculare.

La storia del cinema è stata suddivisa in quattro macro-periodi (alcuni dei quali spezzettati poi in ulteriori sottoperiodi): il primo di essi è il cinema delle origini, che va dal 1895 al 1915, seguito poi dal cinema classico (1915-anni ’50), e da cinema moderno (anni ’50-metà anni ’70) e postmoderno (metà anni ’70-oggi).

La divisione tra moderno e postmoderno è stata terreno di dibattito per diverse idee, in quanto numerosi studiosi hanno proposto la loro teoria in merito al motivo per il quale si sia sentita la necessità di attuarla. Sicuramente, uno dei motivi principali è riconducibile al film Star Wars del 1977 (con regia di George Lucas) che, introducendo il sistema sonoro dolby stereo, ha segnato una sorta di confine con il passato.

Un’altra importante differenza che caratterizzò i vari periodi della storia del cinema è la modalità con la quale ci si rapportava con il pubblico: inizialmente, durante il cinema delle origini, l’intenzione era quella di stupire lo spettatore, ponendo in secondo piano la narrazione del film (sistema delle attrazioni mostrative). Molti registi di quel periodo, infatti, proponevano spesso film privi di qualsiasi tipo di legame narrativo tra le varie inquadrature.

Esse avevano l’unica finalità di contenere quanti più elementi di stupore per lo spettatore possibili, come luci, effetti ottici o simili, anche se la narrazione era totalmente assente o quasi. A partire dal periodo del cinema classico, al contrario, grazie alla scoperta (o per meglio dire al miglior utilizzo) del montaggio alternato (strumento ideale per proporre un film composto da inquadrature con nessi logico-narrativi) da parte del regista americano David Griffith, si iniziò un percorso che portò poi a ridimensionare del tutto l’importanza della componente dello stupore in favore di quella narrativa (sistema dell’integrazione narrativa).