Giovani Nativi Digitali?

 

Qual è il rapporto che i giovani hanno con i media digitali? Esistono davvero i nativi digitali?
Questa è la domanda iniziale da cui è partito il project work Giovani Nativi Digitali? che Erika Sgargetta e Sara Carboni hanno realizzato per il Master in Multimedia Education all’Università di Roma La Sapienza.
Accanto a una ricerca bibliografica, è stata condotta anche un’indagine sul campo, scegliendo il Blogos fra i luoghi principali in cui svolgere le interviste ai giovani protagonisti della questione.

 

Ti senti un nativo digitale?
Secondo una convenzione ormai consolidata, possono essere nativi digitali solamente coloro che sono nati dopo il 1996, anno dell’avvento del World Wide Web. Ma è veramente così? L’età è veramente la discriminante per definire il target delle persone che hanno una conoscenza elevata dei mezzi di comunicazione o che sono competenti tecnologicamente? E’ una domanda ancora aperta nell’attuale dibattito accademico. Ma il pensiero che si sta delineando è che la data di nascita non possa essere solo l’unico elemento selettivo per definire i nativi digitali e, di riflesso, gli “immigrati digitali”.

INDIVIDUALITA’ – Chi sei online?
To be, or not to be, that is the question. Nell’era digitale la celebre frase dell’Amleto deve essere riadattata e riconsiderata. Esserci, esserci-con, esserci-per, ecco la questione. Si parte da un io (l’esserci), per passare ad un tu (l’esserci-con) e infine giungere ad un noi (l’esserci-per). Il punto di partenza, però, è l’esserci, che in ultima analisi richiama all’identità, all’individualità. Nella “cultura del narcisismo” anche le espressioni più progressiste dell’identità sono contaminate da una straordinaria enfatizzazione dell’ego, dalla elefantiasi dei bisogni di autoaffermazione, di rappresentazione.
Ma cosa vuol dire “esserci” nella società liquida di cui parla Bauman? Ecco cosa ne pensano i ragazzi che hanno partecipato alla nostra ricerca.

COMUNITA’ – Comunicare Apprendere Produrre in rete
Skype, webcam, Facebook per parlare con amici e non per conoscere gente nuova. Condivisione di video, link. Dipendenza e maggiore possibilità di comunicazione tra amici, compagni di classe o di università. Condivisione di conoscenza tra pari e non solo. Apprendere attraverso la rete. L’avvento delle tecnologie digitali ha sicuramente dato un contributo importante al rafforzamento del senso della comunità. Ecco come si raccontano i ragazzi nel loro essere comunità nella rete.

COMUNITA’ – Giocare in rete
Anche il gioco non è più individuale. La connessione a internet ha permesso la condivisione del ludico non solo in presenza nello stesso luogo, come poteva avvenire attraverso le console o in una partita a calcio. La rete dà la possibilità di creare una comunità in un luogo virtuale allo scopo di condividere una passione. I nickname assicurano l’anonimato per chi vuole giocare con persone sconosciute, ma il gioco può essere effettuato anche con gli amici stando comodamente ognuno nelle proprie case, oppure connettendosi con lo smartphone. Ecco allora come i media digitali spesso sembrano venire incontro al nuovo bisogno di comunità emerso in seguito a un eccessivo ricorso all’individualità e al soggettivismo.
SPAZIO-TEMPO – Nuovi media per combattere la noia
Le tecnologie dell’informazione e della comunicazione tentano di superare i limiti della comunicazione faccia a faccia – come ad esempio la distanza fisica – attraverso dispositivi di mediazione, sostituendo cioè l’esperienza diretta dell’altro con una percezione mediata. Ciò comporta naturalmente delle differenze nell’interazione, determinate anche dalla diversa disponibilità di canali comunicativi. Ma nonostante la separazione fisica e contestuale degli interlocutori, le ICT consentono tuttavia una simulazione dell’interattività e una co-presenza enunciativa, che riducono concretamente i vincoli spazio- temporali. Ma i media combattono la noia? La risposta non è univoca: iPod, FB in qualche modo fanno passare il tempo … ma non sono un antidoto alla solitudine.
SPAZIO-TEMPO – Online vs Offline?
Scollamento o connessione tra vita online e vita offline? C’è una demarcazione o una continuità? Non tutti hanno la stessa percezione del modo e del come lo spazio e il tempo online si manifestino nella vita quotidiana. Infatti, fra le conseguenze di questo modo di interagire virtuale vi è proprio un nuovo modo di concepire i concetti di tempo e di spazio. L’abitudine all’uso delle nuove modalità di comunicare, specie fra i più giovani e nella maggior parte dei casi, porta a una “naturalizzazione” dei nuovi media: essi entrano a far parte della “scenografia dell’esistere”, riducendo nettamente la demarcazione fra realtà quotidiana e realtà da essi generata.
CONNESSIONE – Internet o Cellulare?
CONNESSIONE – PC e Internet

Ringraziamenti a tutti i ragazzi intervistati: Emma, Dario, Flavio, Edoardo, Alessia, Noemi, Emanuele, Roberto, Sara, Alessio, Gina, Emanuele, Donato, Anna, Stefano, Filippo, Francesca
Ringraziamenti all’Istituzione Casalecchio delle Culture per la concessione degli spazi,  agli educatori della Cooperativa La Rupe per la collaborazione al Centro Giovanile Blogos, a Laura Luppi per il supporto tecnico, ad Andrea Dalpian per la consulenza.


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