Test di gravidanza, quanti ce ne sono e qual è il più affidabile

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Quando una donna ha il sospetto di essere incinta, il metodo più efficace e rapido per avere una conferma è il test di gravidanza.

Se un tempo la procedura era più complessa e poteva essere effettuata unicamente presso un medico specializzato, oggigiorno il test può essere acquistato a pochi euro in farmacia, in parafarmacia o su internet ed essere fatto comodamente a casa propria.

In merito al test di gravidanza, tuttavia, circolano ancora moltissimi dubbi, perplessità e falsi miti. Pertanto abbiamo deciso di fare un po’ di chiarezza al riguardo in questa guida all’acquisto. Nei prossimi paragrafi vedremo quali sono le tipologie di test attualmente più diffuse in commercio, come funzionano e quanto sono affidabili.

Come funzionano i test di gravidanza?

Tutte le tipologie di test di gravidanza, per quanto apparentemente diverse fra loro, si basano sullo stesso principio: rilevare la presenza della gonadotropina corionica umana, altrimenti conosciuta come beta-hCG o anche, nel linguaggio comune, come “ormone della gravidanza“. Si tratta per l’appunto di un ormone che viene prodotto esclusivamente durante la gestazione, a partire dal momento in cui l’ovulo fecondato si installa nella parete uterina, e che ha un ruolo fondamentale nello sviluppo dell’embrione. Il beta-hCG, infatti, stimola la produzione di progesterone, un altro ormone che facilita l’annidamento della cellula uovo nell’utero, proteggendola e impedendo che avvengano altre ovulazioni.

La produzione di beta-hCG, dunque, costituisce un segnale inequivocabile del fatto che ci sia una gravidanza in atto. La sua presenza si può rilevare nel sangue o nelle urine già dopo circa otto giorni dall’avvenuta fecondazione; questo ormone, infatti, entra immediatamente in circolazione, per poi essere espulso tramite l’urina. Proprio per questo motivo la maggior parte dei test di gravidanza esistenti si basa sulle analisi del sangue o delle urine, e va idealmente effettuata dopo circa una decina di giorni dal possibile concepimento.

Quando fare il test di gravidanza?

Dopo quanto fare il test di gravidanza? Si può fare il test di gravidanza prima del ciclo? Queste sono solo alcune delle domande più frequenti sul tema. Considerando la variabilità della durata del ciclo mestruale – soprattutto nelle donne con irregolarità – e della produzione della beta-HCG, nonché la sensibilità dei kit per il test di gravidanza (cioè la minima quantità di ormone rilevabile con tale metodica), il consiglio è quello di effettuare il comune test di gravidanza (analisi delle urine) per le donne con cicli regolari dopo il primo giorno di ritardo.

E per le donne con cicli irregolari, invece, quando fare il test di gravidanza? In questi casi, prima di effettuare il test può essere ragionevole attendere quattro-cinque giorni dal ritardo di comparsa delle mestruazioni.
Quando fare il test di gravidanza dopo il rapporto? E dopo un rapporto a rischio? Anche qui, è inutile effettuare il test nella giornata successiva al rapporto: il risultato non sarebbe certo e affidabile.
Ci si può anche far guidare dalla clinica per sospettare una possibile gravidanza.

I primi sintomi della gravidanza, oltre alla mancata insorgenza della mestruazione, sono la nausea con o senza vomito, l’ingrandimento del seno e dell’areola (la parte scura della mammella intorno al capezzolo), che può diventare più scura, la necessità di urinare più spesso – di solito senza difficoltà –, un senso di maggiore stanchezza. Per approfondire questo argomento, vi invitiamo a seguire il nostro corso preparto online, curato dagli esperti.

Tipologie di test di gravidanza

Al giorno d’oggi, chi desidera fare un test di gravidanza ha due possibilità: sottoporsi ad analisi specifiche presso uno studio medico o un laboratorio, oppure gestire personalmente la parte iniziale della procedura acquistando un test fai-da-te, effettuabile direttamente a casa propria. Quest’ultima operazione ha il vantaggio di fornire un responso immediato, ed è particolarmente apprezzata da chi desidera evitare l’ansia dell’attesa o, semplicemente, da chi preferisce effettuare il test di gravidanza nel comfort e nella riservatezza delle mura domestiche. Nei prossimi paragrafi analizzeremo nel dettaglio entrambe le soluzioni.

Test di uso domestico

I test di uso domestico più diffusi si basano sull’individuazione del beta-hCG tramite l’analisi delle urine e sono tutti di tipo qualitativo, vale a dire che si limitano a fornire un esito positivo o negativo, senza però fare alcun riferimento a valori specifici. Ad oggi, le aziende che producono test di gravidanza fai-da-te sono svariate; le tipologie più diffuse, in ogni caso, sono le seguenti:

  • In stick: tra tutte le tipologie esistenti, i test di gravidanza in stick sono probabilmente quelli più conosciuti e utilizzati, essendo molto pratici e facili da usare. Si tratta di piccole bacchette in plastica contenenti un reagente chimico, che si attiva se posto a contatto con il beta-hCG. Per eseguire il test, è sufficiente esporre per qualche secondo l’estremità dello stick al flusso di urina: dopo qualche minuto, l’esito apparirà nell’apposita finestra di controllo centrale;
  • In cassette: questa tipologia è composta da due elementi: una sorta di pipetta, con cui va prelevata manualmente l’urina dal campione, e un piccolo serbatoio (la cassetta, appunto) su cui bisognerà depositarne qualche goccia. Anche in questo caso, l’esito compare su una finestra di controllo collocata al centro della cassetta;
  • In strisce: si tratta di strisce sottili che vanno immerse per qualche secondo in un campione di urina raccolto precedentemente. Anche questi elementi contengono sostanze che si attivano in presenza di beta-hCG;
  • Digitali: dal punto di vista visivo, i test digitali sono del tutto simili a quelli più tradizionali in stick; in questo caso, però, l’esito viene mostrato tramite un piccolo display digitale. Questa tipologia è particolarmente consigliata a chi non vuole lasciare spazio a dubbi o a interpretazioni errate e preferisce che il risultato venga comunicato in modo inequivocabile; i test digitali, tra l’altro, sono anche in grado di segnalare chiaramente eventuali errori di esecuzione, tramite la comparsa di simboli specifici nel display.

Test in laboratorio

Per quanto riguarda i test di gravidanza effettuabili in laboratorio, possiamo distinguere tra due tipologie:

  • Analisi delle urine: il funzionamento, le tempistiche e la sensibilità sono in tutto e per tutto simili a quelle dei test di gravidanza domestici, dal momento che anche questi rilevano la presenza o meno di beta-hCG nelle urine e forniscono un esito di tipo qualitativo. Per questo motivo, è inutile cercare conferma con un test delle urine in laboratorio quando i test fai-da-te hanno dato un esito positivo;
  • Analisi del sangue: si tratta del metodo più sicuro per individuare una possibile gravidanza, poiché l’esito fornito è affidabile al 100%. Si tratta infatti di un test di tipo quantitativo, che cioè non si limita a rilevare la presenza di beta-hCG nel sangue, bensì fornisce precisi valori numerici relativi alla quantità esatta di ormone presente. Proprio per questo, le analisi del sangue permettono anche di stimare la data del concepimento.

Durante le prime settimane di gravidanza, infatti, i livelli di beta-hCG nel sangue raddoppiano ogni due giorni; tenuto conto di ciò, una volta conosciuti i livelli attuali, individuare il momento della fecondazione sarà molto semplice.
L’esame del sangue viene effettuato generalmente per confermare l’esito positivo dei test ad uso domestico; questa procedura, quindi, non è consigliata come primo test in assoluto, a meno che non ci si trovi in una situazione che richiede una particolare cautela: ci riferiamo a quelle donne che hanno avuto ripetuti aborti spontanei o precedenti gravidanze extrauterine, oppure a chi sta seguendo una terapia ormonale nell’ambito di una fecondazione assistita.

Come si legge il test di gravidanza domestico?

Nella maggior parte dei test di gravidanza fai-da-te, l’esito viene visualizzato tramite apposite bande colorate, che compaiono sulla finestra di controllo pochi minuti dopo aver esposto la striscia al flusso di urina. In generale, il risultato consiste in una o due linee. La prima si limita a indicare che il test è stato eseguito correttamente: se dunque assistiamo alla comparsa di un’unica banda, l’esito del test sarà negativo. La comparsa della seconda linea, invece, è determinata dalla presenza di beta-hCG: per questo, se alla fine del test la finestra presenta due bande colorate, l’esito sarà positivo. L’intensità di quest’ultima linea, comunque, può variare in base ai livelli di ormone presenti nell’urina, quindi se il test viene effettuato nel corso dei primissimi giorni successivi al concepimento è probabile che la seconda banda appaia debole e sbiadita.

La questione cambia per i test digitali poiché, come già accennato, in questi casi l’interpretazione è molto più facile e immediata. Generalmente, sulla finestra di controllo comparirà semplicemente la scritta “incinta” o “non incinta”; nei test di alcuni marchi, invece, vedremo comparire una faccina sorridente o una faccina triste. In caso di esito positivo, inoltre, molti test digitali forniscono anche una datazione del concepimento, indicando da quante settimane è in corso la gravidanza.