Quanto costa la Partita IVA? Apertura, costi di gestione e tassazione

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Maggiore libertà di organizzare tempi e lavoro, possibilità di guadagnare di più e realizzare un sogno professionale: mettersi in proprio è una scelta sempre più frequente in Italia. Ma quanto costa la partita IVA? Abbiamo realizzato una guida con tutte le risposte su apertura, costi e imposte, per aiutarti a prendere la decisione giusta.

Come funziona l’apertura della Partita IVA

Aprire la partita IVA è molto più semplice e veloce di quanto tu possa pensare. È sufficiente inoltrare la richiesta all’Agenzia delle Entrate, che a sua volta attribuirà un codice di 11 cifre utile che poi accompagnerà tutto il tuo percorso professionale di lavoratore autonomo. Ricordati di preparare per il tuo commercialista tutti i documenti necessari, ovvero la tua carta d’identità e il codice fiscale, oltre alle informazioni relative alla tua nuova attività. In particolar modo, ti verranno richiesti:

  • la sede dell’attività (in alcuni casi coincide con la residenza);
  • il codice ATECO che identifica la tua attività;
  • il regime fiscale scelto, che può essere forfettario oppure ordinario.

Meglio partita IVA forfettaria o partita IVA ordinaria?

Dal 2016 puoi optare per l’apertura della partita IVA con regime forfettario, che beneficia di quella che è stata ribattezzata da molti Flat Tax, ovvero un’imposta unica molto conveniente. Questo regime fiscale è molto vantaggioso, soprattutto per i giovani e per chi sa già di non superare la soglia di reddito annuo di 65.000 euro. Superata questa soglia, si passa poi naturalmente al regime ordinario.

Ci sono alcuni punti che differenziano il regime ordinario da quello agevolato, come ad esempio l’obbligo di fatturazione elettronica previsto solo per la prima categoria, che deve anche includere sempre l’IVA in fattura, diversamente dal forfettario. Inoltre, chi sceglie l’ordinario può scaricare tutte le spese professionali, mentre nel secondo caso si detrae un forfait in base alla categoria professionale d’appartenenza, definita dal codice ATECO e dal relativo coefficiente di redditività.

Quello che forse non tutti sanno è che anche i dipendenti e i pensionati possono aprire la partita IVA. Nel caso si opti per il regime forfettario, gli altri redditi annui come pensionati o dipendenti non devono superare il limite di 30.000 euro. Nel regime ordinario, invece, non ci sono limitazioni. Si tratta quindi di una buona opportunità per arrotondare la pensione o il proprio lavoro principale.

Costi di apertura della Partita IVA

I costi di apertura della partita IVA sono davvero contenuti. Se decidi di farti assistere da un commercialista, che poi continuerà a seguire l’attività dal punto di vista contabile, si parla infatti di circa 50 euro per tutti i professionisti che non devono iscriversi alla Camera di Commercio. Per artigiani, commercianti e agenti di commercio vanno aggiunti altri 50 euro di bolli.

Per velocizzare le operazioni e contenere ulteriormente i costi, molti studi contabili offrono la possibilità di aprire la Partita IVA online semplicemente spedendo i documenti necessari, come nel caso del Servizio Contabile Italiano.

Costi di gestione e tassazione

Come già anticipato, il regime forfettario prevede un’imposta unica sui redditi calcolata con un’aliquota del 5% per i primi 5 anni, mentre diventa del 15% dal sesto anno in avanti, su una percentuale dei ricavi che varia a seconda del tipo di attività svolta e senza limiti di tempo. L’unica condizione è quella di non oltrepassare il fatturato di 65.000 euro annuali.

Nella partita IVA ordinaria, invece, si applica l’IRPEF a scaglioni e la tassazione è così schematizzata:

  • imposta al 23% per i redditi fino a 15.000 euro
  • imposta al 27% per chi ha fatturato da 15.000 a 28.000 euro
  • imposta al 38% da 28.000 a 55.000 euro
  • imposta al 41% da 55.000 a 75.000
  • imposta al 43% sopra i 75.000 euro

Ricordiamo che nel regime ordinario si paga anche l’IRAP, l’imposta regionale sulle attività produttive. Le spese per gestire la partita IVA sono dunque più basse rispetto a quella ordinaria.

Non dimenticare di inserire nel tuo piano di gestione anche il budget per la tenuta contabile. Se vuoi risparmiare, inizia a confrontare preventivi di diversi studi commercialisti e trova quello che non solo è più conveniente, ma ti offre un servizio completo e rapido, disponibile quando ne hai bisogno. Ormai sono sempre più diffuse le formule di consulenza via web, con un canone fisso mensile, molto più pratiche della vecchia idea di studio di commercialisti in centro città, costoso e scomodo da raggiungere.

Contribuiti previdenziali

Tra i costi di gestione della partita IVA, devi chiaramente considerare anche i contributi previdenziali. Se apri la partita IVA come professionista e non appartieni a un albo, devi iscriverti alla gestione separata INPS: pagherai circa il 26% di quello che hai guadagnato e dichiarato.

Per tutti gli altri, ovvero agenti di commercio, artigiani e commercianti, vanno tenuti come base almeno 3.500 annui, anche se non si è fatturato nulla. Inoltre, mentre nella gestione separata si paga una volta all’anno (più l’anticipo a fine anno), in questo caso le scadenze sono trimestrali.

Conclusioni

Ora che sai quanto costa aprire la partita IVA, puoi fare il primo passo. Ti consigliamo di farti assistere fin da subito da un commercialista che possa offrirti consulenza mirata online con tariffe fisse.