Da Nesta a Zanetti: Ranocchia racconta i suoi idoli

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Andrea Ranocchia ne ha viste tante: gli anni felici a Bari, la tappa al Genoa, l’approdo all’Inter, le difficoltà e i prestiti a Sampdoria e Hull City, poi il ritorno a Milano da uomo spogliatoio, lo scudetto del 2021, il passaggio al Monza e infine l’infortunio che lo ha spinto a ritirarsi dal calcio giocato. L’ex difensore umbro si è raccontato in un’Intervista esclusiva nella quale, fra le altre cose, ha parlato anche dei calciatori che più lo hanno ispirato e impressionato, compresi quelli con i quali ha condiviso il campo da calcio.

Gli idoli di Ranocchia

Si parte con l’idolo, colui che ricopriva lo stesso ruolo di Ranocchia, ovvero Alessandro Nesta: “Il mio più grande idolo che è Nesta. Ci ho giocato contro e lui sicuramente è quello che ho sentito di più a livello di emozioni. Quando ti trovi a giocare contro il tuo idolo, che ci sei cresciuto da bambino è tutto strano, non ti sembra vero. Quindi dico lui in primis”. Dopo di lui, ecco il compagno da cui ha ereditato la fascia da capitano all’Inter, ovvero Javier Zanetti: “E poi Zanetti, fa impressione perché è un totem del calcio. Poi ci sono Totti, Maldini, Del Piero, Baggio… Quando sei dentro sembrano tutte cose un po’ normali, però se lo vedi da fuori dici “ma sto giocando con Zanetti? Non è vero!”.

L’elenco prosegue con altri grandi campioni che hanno scritto pagine di storia del calcio: “Un altro che mi ha impressionato tantissimo è Milito, soprattutto quell’anno lì era infermabile. Contro, invece, Ibrahimovic è un altro giocatore che fa paura per le sue qualità, oltre che per la stazza fisica e per tutto il giocatore che è. Un altro è Samuel, sia per persona che per qualità da difensore, è uno dei più forti difensori con cui ho avuto il piacere di giocare. In Nazionale, ho avuto la fortuna di giocare con Buffon che è un altro totem, un altro giocatore incredibile, Pirlo… Fortunatamente ha giocato con tanti!”. E a proposito di Nazionale, Ranocchia si è detto fiducioso anche sul futuro prossimo degli Azzurri, impegnati agli Europei da giugno ma anche in Nations League a partire dal prossimo settembre. Nella prima competizione, la squadra di Luciano Spalletti è attesa da un girone composto da Spagna, Croazia e Albania, mentre nel secondo caso gli avversari saranno Francia, Belgio e Israele.

Ranocchia, il paragone con Materazzi e il lavoro di De Rossi alla Roma

Ritornando agli idoli, spesso Ranocchia è stato accostato a Marco Materazzi, eroe del Mondiale 2006. Tuttavia, ha ribadito di essersi ispirato più a Nesta, pur manifestando la stima nei confronti di Matrix. “Per me, mi mettono al paragone con lui solo per il fisico, solo per quello. Marco oltre che ha vinto molto molto più di me, ha caratteristiche tanto diverse. Lui è un giocatore molto aggressivo, molto fisico, io invece sono stato un giocatore più pensante, lui era molto più deciso… Abbiamo caratteristiche totalmente diverse anche a livello mentale. Io ho sempre avuto come idolo Nesta, seppur anche lui aveva altre caratteristiche rispetto a me. A me piaceva fare le scivolate e lui è un mago delle scivolate, quindi più lui. Però credo che ogni giocatore sia diverso, poi si possono fare dei paragoni, magari chi ha la stessa altezza o lo stesso peso come possiamo averlo io e Marco o altre caratteristiche… Il confronto tra me e Marco secondo me non è giusto, lui è stato un giocatore molto più importante di me nel panorama sia italiano che internazionale, poi ha vinto un Mondiale, è difficile far paragoni”.

Un altro giocatore con cui Ranocchia ha condiviso qualche presenza in Nazionale è Daniele De Rossi, oggi allenatore della Roma dopo l’esonero di José Mourinho: “Ho avuto la fortuna di giocare con Daniele in Nazionale e ricordo un bravissimo ragazzo, eccezionale. Si vedeva già che aveva un po’ l’indole da allenatore in campo, nella gestione anche personale del pre-partita, il post partita, gli allenamenti, si vedeva che aveva dentro quel “fuoco da allenatore”, come lo chiamo io. Dopo l’esperienza alla Spal sinceramente non mi aspettavo che potesse arrivare subito alla Roma. Però la Roma ha fatto una scelta molto giusta, da quel punto di vista. Con Mourinho non stava andando bene e la piazza era molto sfiduciata e arrabbiata”.