Regressione del sonno: come gestirla e aiutare il tuo bambino a dormire

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Mamma al computer tenendo in braccio il figlio che dorme

Che cos’è la regressione del sonno

Il concetto di ‘regressione’

Per capire che cos’è la regressione del sonno nei bambini, è utile innanzitutto partire dalla spiegazione del termine “regressione” associato alla fase infantile. In generale, per “regressione” si intende una fase perlopiù transitoria nella quale si assiste ad un passo indietro nei comportamenti umani.

Entrando nello specifico, per quanto riguarda i bambini questo si ripercuote soprattutto sulle loro abitudini. Innanzitutto, niente paura: si tratta di cambiamenti fisiologici che si presentano durante le fasi di crescita di un bambino. Ognuna di queste fasi può essere caratterizzata da fenomeni di regressione, nei quali il bambino manifesta comportamenti tipici di un periodo precedente. Un esempio può essere quello di un bambino di quattro anni, ormai relativamente autonomo in alcune abitudini, che torna a uno stadio nel quale la dipendenza dai genitori era maggiore.

Molto spesso questi fenomeni sono causati da fattori esterni che provocano stress nel bambino, oppure sono soltanto indice del fatto che il piccolo si stia preparando a entrare in una fase successiva.

La regressione del sonno nei bambini 

Fra le abitudini cui prestiamo solitamente più attenzione nei nostri piccoli sin dai primi giorni di vita, c’è sicuramente il sonno. E quest’ultimo non è esente dai fenomeni di regressione, anzi: la regressione del sonno è piuttosto frequente nei bambini. Ma in cosa consiste?

Quando il piccolo comincia ad acquisire una routine relativa tanto a orari di sonno quanto a poppate, molto spesso capita che si verifichi un fenomeno di regressione, nel senso che gli orari e gli schemi ai quali noi stessi ci eravamo abituati subiscono uno stravolgimento e non ci raccapezziamo sul perché sia accaduto. Per questo, il fenomeno è spesso fonte di preoccupazione nei genitori. Come dicevamo, bisogna specificare che si tratta di un fenomeno transitorio, che però ha durata variabile di bambino in bambino: può durare da due settimane fino ad alcuni mesi, a seconda delle caratteristiche soggettive del piccolo umano e del periodo evolutivo nel quale l’evento si manifesta.

Sintomi di regressione nel sonno dei bambini

Ci sono vari sintomi che ci permettono di riconoscere la regressione del sonno in un bambino: Fra questi, possiamo citare:

  1. Frequente interruzione del sonno notturno
  2. Difficoltà ad addormentarsi anche durante il giorno
  3. Irritabilità e irrequietezza continua
  4. Pianto prolungato senza causa apparente

Come dicevamo prima, spesso queste manifestazioni predicono uno scatto di crescita del bambino, da riconoscere in base al mese. Anzi, spesso sono indice del fatto che il piccolo – per esempio – abbia sviluppato una maggiore capacità di gioco, una spiccata curiosità e una miglior capacità di interagire che lo portano a voler rimanere sveglio.

Il fenomeno di regressione del sonno è quindi qualcosa di fisiologico, Per questo, anche quando sembra che il bambino sia riuscito a raggiungere un equilibrio nella routine del sonno e lo vediamo svegliarsi spesso di notte o dormire meno di giorno, ciò non deve destare eccessive preoccupazioni.

In che periodo avviene e perché avviene la regressione del sonno 

Regressione del sonno nei bambini: motivi 

Iniziamo col dire che non esiste, al momento, una spiegazione chiara, esaustiva ed oggettiva sulle motivazioni legate alla regressione del sonno nei bambini. Sembra assodato, però, il legame fra questo fenomeno e lo sviluppo di determinate aree cerebrali, che determinano a loro volta un miglioramento e un affinamento tanto delle capacità cognitive, quanto di quelle motorie del bambino.

La crescita di ogni bambino, infatti, va di pari passo con l’aumento delle sue esigenze, dei suoi bisogni, di un dispendio di energie maggiore proprio perché diminuisce l’attaccamento fisico ai propri genitori (in particolare con la mamma) e la dipendenza da loro. In questi periodi aumenta la curiosità verso gli stimoli esterni, si sviluppano nuove abilità come quella di riconoscere le persone vicine e associarle a qualcosa, si diversificano le esigenze nutrizionali. Parliamo di un insieme di fattori – come vediamo – che influiscono sulla possibilità che si manifesti la regressione del sonno.

Regressione del sonno nei bambini: periodo

Il fenomeno di regressione del sonno nel bambino avviene generalmente nel corso del primo anno di vita, ma può verificarsi anche in seguito, seppur con caratteristiche diverse.

I primi episodi si verificano di solito intorno ai 3/4 mesi. In questi casi, quando la routine del sonno si interrompe soprattutto di notte, assistiamo a pianti e grande irritabilità. La fase coincide con lo scatto di crescita legato a una maggiore ricerca di contatto, ai primi tentativi di afferrare qualcosa e alle primissime interazioni con l’ambiente circostante.

Un altro momento in cui il fenomeno si può verificare è intorno ai 5/6 mesi, periodo in cui si sviluppano maggiori capacità motorie e che richiede maggiore energia. Qui il bambino inizia a rotolare sul fianco, mantenersi in posizione seduta, afferrare i giochi, mostrare curiosità e usare molto di più il tatto, distinguendo gli stimoli, fra i quali le fonti sonore e luminose.

Infine, la regressione può verificarsi anche intorno agli 8 mesi: si tratta di un’altra fase di passaggio caratterizzata da sonno agitato e pianto prolungato, dovuta all’ansia da separazione.

Regressione del sonno nei bambini, consigli utili 

Il primo passo per affrontare la regressione del sonno è ristabilire una nuova routine, in base alle esigenze del bambino. Consigli utili possono essere:

  1. Creare un ambiente il più possibile rilassante, senza troppi rumori o luci troppo forti, caratterizzato anche da oggetti cari al bambino (culla, pupazzo, carillon)
  2. Impegnarsi a giocare con il bambino di giorno, stimolandone la curiosità
  3. Stabilire un contatto fisico, rassicurandolo nei momenti di pianto prolungato e irritabilità, in modo da farlo sentire consolato e coccolato
  4. Trascorrere ore all’aria aperta, permettendo al bambino di distinguere le ore diurne da quelle notturne
  5. Concludere la giornata con il bagnetto. Oltre a rilassare il bambino, instaurerà una routine che gli permetterà di capire che è arrivata l’ora della nanna

Quelli elencati sono suggerimenti che possono aiutare le mamme e i papà sia ad accorciare i tempi della fase di regressione, che in generale ad affrontare momenti critici legati alle fasi di crescita del bambino.