Come funziona il riscaldamento a pavimento

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Installazione di tubi per sistema di riscaldamento a pavimento

Partiamo da due esigenze: la prima è storica dell’essere umano, la seconda ha a che fare invece con la modernità. Da una parte c’è l’esigenza di riscaldarsi, che da sempre caratterizza tutti noi nei mesi più freddi, per cui esistono ormai da tempo termosifoni e condizionatori che hanno sostituito il più antico (ma sempre affascinante) caminetto. La seconda, invece, riguarda l’ambito dell’ecosostenibilità che deve essere un obiettivo da perseguire mai come al giorno d’oggi. In questo spazio ti spiegherò come coniugare l’esigenza di avere un appartamento sempre più efficiente ed ecosostenibile, illustrandoti come funziona il riscaldamento a pavimento.

Si tratta, innanzitutto, di un nuovo metodo di riscaldamento che è diventato in poco tempo il sistema di climatizzazione più utilizzato per le nuove costruzioni, oltre che sicuramente il più moderno. Questo nuovo sistema si basa – come ampiamente intuibile – proprio su un impianto che viene installato al di sotto del pavimento, capace di riscaldare ma anche di raffreddare, volendo, gli ambienti di casa.

Riscaldamento a pavimento, tutto su come funziona

L’impianto di riscaldamento a pavimento è costituito da una serpentina che viene posta sotto tutta la superficie del pavimento di tutte le stanze ed è in grado di modificare la temperatura del pavimento stesso diffondendo il calore desiderato.

Diversamente dai classici termosifoni, che spesso sono soggetti a spostamenti d’aria, questa tipologia di impianto permette di avere una temperatura costante senza spostamenti d’aria.

In questa tipologia di impianti vengono utilizzati normali termostati – come quelli adoperati, d’altronde, per i termosifoni tradizionali – ma, essendo un sistema che si può facilmente regolare stanza per stanza, spesso si preferisce installare più termostati. L’alternativa, infatti, è impostare la stessa temperatura e le stesse funzioni di accensione e spegnimento per tutta la casa. Solitamente, chi sceglie di installarne diversi, ne applica uno per ogni zona “importante” e ampia della casa, come per esempio la cucina, la camera da letto o il salotto.

Come utilizzare il riscaldamento a pavimento

Spesso si decide di installare un termostato che gestisca la zona giorno, uno per la zona notte, e un termostato a sé per il bagno. Ogni termostato comunica alla centrale quali zone riscaldare e quanto, senza avere necessariamente una temperatura unica in tutta la casa.

Anche se usato per lo più per riscaldare, è bene sapere che in alcuni casi – soprattutto per chi adotta uno stile per casa super moderno e tecnologico – lo stesso impianto può essere usato sia per riscaldare che per rinfrescare, con la temperatura delle stanze che viene modificata dal basso verso l’alto a partire proprio dal pavimento.

Il riscaldamento a pavimento può portare ad un certo risparmio sui consumi, ma solo se utilizzato correttamente. Devi sapere, infatti, che un fattore importante sta nello stabilire la temperatura di esercizio, che non deve essere impostata troppo alta, bensì aggirarsi attorno ai 30 gradi.

Un altro comportamento chiave consiste nel non prendere l’abitudine di accendere e spegnere spesso l’impianto, poiché – una volta raggiunta la temperatura desiderata nelle stanze – il rendimento migliore si ha con un funzionamento costante. Il riscaldamento a pavimento è un sistema leggermente più lento rispetto al classico termosifone, o rispetto agli split di un climatizzatore. Per questo motivo, è bene programmarlo in anticipo quando si avrà necessità o desiderio di avere gli ambienti domestici ad una certa temperatura.

Riscaldamento a pavimento: pro e contro

L’impianto di riscaldamento a pavimento è spesso scelto per i suoi vantaggi rispetto ai sistemi di riscaldamento tradizionale, tra i suoi principali vantaggi possiamo citare la possibilità di avere una temperatura uniforme in tutta la casa, la possibilità di avere un sistema che rinfreschi in estate, il mancato ingombro alle pareti di termosifoni o splitz di condizionatori ed una maggiore sensazione di comfort e relax nel periodo invernale. Il pavimento tiepido, infatti, è piacevole per chi ama camminare senza scarpe. Il calore proveniente dal pavimento è in grado di riscaldare la casa in modo uniforme, senza seccare l’aria e senza creare correnti, tanto di aria calda quanto di aria fredda.

Oltre ai vantaggi, questo tipo di impianto, come tutte le cose, presenta anche degli svantaggi. Tra questi, possiamo citare gli elevati costi di installazione rispetto ai sistemi normali e la possibilità di installazione solo ed esclusivamente tramite ristrutturazione.

Si tratta, d’altronde, di un impianto consigliato in caso di importanti ristrutturazioni, nei casi in cui non sia un problema rimuovere il vecchio pavimento, quando si vuole ottenere un miglioramento della classe energetica dell’abitazione oppure per nuove costruzioni, in quanto non avrebbe senso costruire un’abitazione moderna con un impianto poco ecosostenibile.

Miglior pavimento per il riscaldamento

Quasi tutti i rivestimenti possono essere adatti per essere posati sopra il riscaldamento a pavimento, ma alcuni sono più indicati rispetto ad altri. Per una resa migliore, è importante prestare attenzione sia allo spessore del rivestimento (che se troppo alto potrebbe opporre resistenza all’ attraversamento del calore), sia alla conducibilità termica del materiale. Tra pavimenti più adatti al riscaldamento a pavimento troviamo il Laminato e il PVC. Entrambi molto sottili, possono facilitare il passaggio di calore e hanno la capacità di riscaldare l’ambiente velocemente.

Un’altra soluzione può essere il parquet, poiché il legno è un ottimo isolante, ma meglio prediligere un parquet stratificato e non uno in legno massiccio proprio per lo spessore ridotto. Infine, un’opzione è il Grès porcellanato, che risulta ideale proprio per la sottigliezza delle piastrelle e l’ottima conducibilità di calore.

Quanto costa un impianto di riscaldamento a pavimento

I costi medi per un impianto di riscaldamento a pavimento sono compresi tra 50€ al metro quadro e 100€ al metro quadro. Ad influenzare il costo finale possono però esserci soluzioni con qualità più alta, o il tipo di termostato scelto, più o meno tecnolopgico.

Il riscaldamento a pavimento, considerato tra i metodi di riscaldamento piu moderni e di conseguenza più efficienti ed ecosostenibili, rientra inoltre nelle tipologie di lavori permessi dai vari incentivi statali, con la possibilità quindi di recuperare parti ingenti della spesa tramite le detrazioni fiscali.

In generale, dunque, il costo di un impianto a pavimento può sembrare elevato, ma è una spesa che verrà bilanciata dai risparmi ottenuti nel tempo.