Bitcoin: nascita e futuro della prima moneta virtuale

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Il Bitcoin è nato nel 2008, quando un misterioso individuo di nome Satoshi Nakamoto,( uno pseudonimo sotto il quale si cela una persona o forse un gruppo di persone, l’identità è tutt’ora ignota) invia ad una main list di esperti del settore un white paper nel quale espone la sua idea di moneta virtuale crittografica la quale si basa sulla tecnologia peer-to-peer e non necessita di intermediari ed è semplicemente governata da una serie di algoritmi.

L’idea esposta da questo misterioso individuo era senza dubbio rivoluzionaria e si proponeva come una vera e propria dichiarazione di guerra verso il mondo bancario che, all’epoca, era stato sconvolto da una profonda crisi.
Passarono pochi mesi dall’invio di quella email al 2009 quando la rete di Bitcoin iniziò realmente a funzionare apparendo sul mercato col botto. Già nel 2012 Bitcoin raggiunse la capitalizzazione di 1 miliardo di dollari.

I rapporti con la stampa

Il rapporto tra Bitcoin e stampa non è mai stato idilliaco dal momento che, soprattutto inizialmente, dal momento che questa nuova moneta virtuale si presentava con pseudonimi ed era priva di autorità di controllo, questa moneta virtuale venne vista come una minaccia, associata soprattutto al mercato illegale ed al terrorismo. Motivo per cui il Bitcoin era inizialmente rilegato a fenomeno di nicchia che non destava particolare interesse per il mondo business.

Solo successivamente in vari Paesi si è iniziato a chiedersi come dovesse essere considerato il Bitcoin dal momento che alcuni lo riconoscevano come una vera e propria valuta, mentre altri lo ritengono semplicemente uno strumento finanziario sul quale fare trading, come su Bitcoin Billionaire,  ed altri ancora oggi lo proibiscono o ne sconsigliano l’utilizzo alle banche.

La tecnologia Blockchain

A partire dal 2014 si è aperta una fase nella quale l’interesse si è spostato non tanto sulla moneta virtuale Bitcoin, ma sulla tecnologia che ci stava dietro: la Blockchain. Ed è proprio a questo punto che hanno iniziato a nascere moltissime piattaforme con lo scopo di sfruttare i principi fondanti di Bitcoin.
L’anno successivo, nel 2015, è nato anche R3, un consorzio composto dalle banche mondiali più importanti il quale ha dato origine alla piattaforma Corda. Sempre nello stesso anno Linux ha iniziato a lavorare al progetto Hyperledger con lo scopo di ideare una piattaforma che potesse essere utilizzata anche dalle aziende.
Arrivati a questo punto, la storia delle monete virtuali è arrivata ad un bivio: da una parte ci sono quelli che credono nel futuro delle cripto monete, dall’altra ci sono quelli che sono affascinati dalla tecnologia che si cela dietro di esse e che pensano che questa possa essere applicata anche in altri.

Blockchain e criptovalute: nascono alcune perplessità

Verso la fine del 2017 si inizia ad entrare in una sorta di periodo di disillusione nel quale iniziano a sorgere le prime perplessità sul potenziale rivoluzionario di questa nuova tecnologia che sembra fare un po’ fatica a mantenere le promesse che si era preposta nel momento in cui è stata lanciata sul mercato. Sempre in questo periodo le criptovalute oscillano nel loro valore, allontanandosi sempre più dall’essere una vera e propria moneta ed iniziando a diventare uno strumento di speculazione finanziaria.

Le cripto monete adesso

In seguito alla forte attenzione mediatica ricevuta intorno al 2017, attenzione dovuta principalmente al loro aumento di prezzo, gli anni successivi fino ad oggi si sono caratterizzati per un inarrestabile crollo in termini di capitalizzazione. Tanto che questo momento è stato definito dalla community Blockchain come un “crypto winter”.
Questo inverno, però, parrebbe essersi presentato soltanto per le monete virtuali e non per la tecnologia che si cela dietro di esse. La Blockchain, infatti, continua a suscitare un grande interesse da parte delle aziende. La tecnologia cresce e di evolve, soprattutto per merito degli enormi sforzi profusi dalle community di sviluppatori che operano nel mondo delle Blockchain pubbliche.
Il futuro, al momento, sembrerebbe tutto da scrivere.