Coronavirus: quali sono i sintomi e come bisogna comportarsi

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Le prime pagine dei media di tutto il mondo sono piene di notizie sul nuovo coronavirus. Facciamo un po’ di chiarezza su come ci si deve comportare.

Origini del nuovo coronavirus

Cerchiamo innanzitutto di fare un po’ di chiarezza sulle origini di questo virus chiamato 2019-nCoV, il quale si sta diffondendo ad una velocità preoccupante ed ha già fatto numerose vittime in Italia e nel Mondo.
Molte riviste scientifiche spiegano perché è improbabile che l’origine dell’epidemia sia il famigerato mercato del pesce di Wuhan e smontano anche le accuse rivolte ai serpenti di essere gli animali-serbatoio del virus.
Infatti, il primo paziente è stato segnalato il 1° dicembre 2019, e non era mai stato in quel mercato. Lo stesso vale per 13 dei successivi 40 pazienti contagiati.
Questo significa che l’infezione è iniziata a novembre, visto che il tempo medio di incubazione senza sintomi è almeno di un paio di settimane, e non al mercato. Questo è tutto quello che sappiamo fino ad oggi, ma le autorità cinesi e l’OMS avevano segnalato la prima infezione una settimana dopo, l’8 dicembre, affermando che nella maggior parte dei primi casi (senza specificare in quanti) era emersa una visita a quel mercato.
Dunque, secondo Daniel Lucey della Georgetown University, l’esperto virologo invitato dalla rivista Science a commentare i dati, ciò significa che, con ogni probabilità, sono stati i primi malati a portare il virus nel mercato, probabilmente quando erano ancora in fase asintomatica, e non viceversa.
Sempre la rivista Science ha poi chiesto a Kristian Anderson, un virologo evoluzionista di uno dei centri di ricerca più avanzati del mondo nel settore, lo Scripps Institute di San Diego, che cosa ne pensa, e lui ha sottolineato che è plausibile l’ipotesi di persone infette che hanno portato il virus dentro al mercato. È anche possibile che vi sia arrivato un gruppo di animali malati, oppure anche un solo animale già contagiato. Gli autori cinesi hanno risposto che, al momento, non è stato chiarito dove ha avuto origine l’infezione. Occorreranno dunque molte analisi su animali e persone prima di poter definire con esattezza il paziente zero, e il serbatoio animale.

Modalità di trasmissione del virus

I Coronavirus ed il nuovo Coronavirus possono essere trasmessi da persona a persona, solitamente in seguito ad un contatto stretto con un paziente infetto, ad esempio tra familiari o in ambiente sanitario.
Il nuovo Coronavirus è un virus respiratorio che si diffonde principalmente attraverso il contatto stretto con una persona malata. La via primaria sono le goccioline del respiro delle persone infette ad esempio tramite:

  • la saliva, tossendo e starnutendo
  • contatti diretti personali
  • le mani, ad esempio toccando con le mani contaminate (non ancora lavate) bocca, naso o occhi
  • In casi rari il contagio può avvenire attraverso contaminazione fecale.

Normalmente le malattie respiratorie non si tramettono con gli alimenti, che comunque devono essere manipolati rispettando le buone pratiche igieniche ed evitando il contatto fra alimenti crudi e cotti.

Ma cosa si intende per contatto stretto?

Il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie definisce contatto stretto:

  • una persona che vive nella stessa casa di un caso di COVID-19;
  • una persona che ha avuto un contatto fisico diretto con un caso di COVID-19 (per esempio la stretta di mano);
  • una persona che ha avuto un contatto diretto non protetto con le secrezioni di un caso di COVID-19 (ad esempio toccare a mani nude fazzoletti di carta usati);
  • una persona che ha avuto un contatto diretto (faccia a faccia) con un caso di COVID-19, a distanza minore di 2 metri e di durata maggiore a 15 minuti;
  • una persona che si è trovata in un ambiente chiuso (ad esempio aula, sala riunioni, sala d’attesa dell’ospedale) con un caso di COVID-19 per almeno 15 minuti, a distanza minore di 2 metri;
  • un operatore sanitario od altra persona che fornisce assistenza diretta ad un caso di COVID19 oppure personale di laboratorio addetto alla manipolazione di campioni di un caso di COVID-19 senza l’impiego dei DPI raccomandati o mediante l’utilizzo di DPI non idonei;
  • una persona che abbia viaggiato seduta in aereo nei due posti adiacenti, in qualsiasi direzione, di un caso di COVID-19, i compagni di viaggio o le persone addette all’assistenza e i membri dell’equipaggio addetti alla sezione dell’aereo dove il caso indice era seduto (qualora il caso indice abbia una sintomatologia grave od abbia effettuato spostamenti all’interno dell’aereo, determinando una maggiore esposizione dei passeggeri, considerare come contatti stretti tutti i passeggeri seduti nella stessa sezione dell’aereo o in tutto l’aereo).

Il collegamento epidemiologico può essere avvenuto entro un periodo di 14 giorni prima o dopo la manifestazione della malattia nel caso in esame.

Coronavirus: i sintomi

I sintomi più comuni sono febbre, stanchezza e tosse secca. Alcuni pazienti possono presentare indolenzimento e dolori muscolari, congestione nasale, naso che cola, mal di gola o diarrea. Questi sintomi sono generalmente lievi ed iniziano gradualmente. Nei casi più gravi, l’infezione può causare polmonite, sindrome respiratoria acuta grave, insufficienza renale e persino la morte.

Come nella maggior parte dei casi le persone anziane e quelle con patologie sottostanti, quali ipertensione, problemi cardiaci o diabete e i pazienti immunodepressi (per patologia congenita o acquisita o in trattamento con farmaci immunosoppressori, trapiantati) hanno maggiori probabilità di sviluppare forme gravi di malattia.
E’ proprio per questo motivo che il DPCM dell’8 marzo 2020 raccomanda a tutte le persone anziane o affette da una o più patologie croniche o con stati di immunodepressione congenita o acquisita, di evitare di uscire dalla propria abitazione o dimora fuori dai casi di stretta necessità e di evitare comunque luoghi affollati nei quali non sia possibile mantenere la distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro.

Come si comporta il coronavirus con i nostri animali da compagnia?

Indagini dettagliate hanno scoperto che, in Cina nel 2002, SARS-CoV è stato trasmesso dagli zibetti agli esseri umani e, in Arabia Saudita nel 2012, MERS-CoV dai dromedari agli esseri umani. Numerosi coronavirus noti circolano in animali che non hanno ancora infettato esseri umani. Man mano che la sorveglianza migliora in tutto il mondo, è probabile che vengano identificati più Coronavirus. La fonte animale del nuovo Coronavirus non è stata ancora identificata. Si ipotizza che i primi casi umani in Cina siano derivati da una fonte animale.

Posso contrarre il coronavirus dal mio gatto o dal mio animale da compagnia?
No, al momento non vi è alcuna evidenza scientifica che gli animali da compagnia, quali cani e gatti, abbiano contratto l’infezione o possano diffonderla. Si raccomanda di lavare le mani frequentemente con acqua e sapone o usando soluzioni alcoliche dopo il contatto con gli animali.