Salario minimo: come funziona e qual è la proposta italiana

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Il salario minimo orario è una proposta lanciata dal governo giallo-verde con lo scopo di eliminare lo sfruttamento dei lavoratori. Vediamo nello specifico di cosa si tratta.

Cos’è il salario minimo

Il salario minimo è la remunerazione minima che, negli stati che lo prevedono, i datori di lavoro devono garantire per legge ai lavoratori. Chi è favorevole a questa proposta spera di poter ridurre povertà e disuguaglianza aumentando il tenore di vita dei lavoratori. Al contrario, i detrattori del salario minimo credono sia dannoso per le imprese e che di fatto aumenti la povertà e la disoccupazione.

Il salario minimo in Italia

Esiste una legislazione in materia di salario minimo in Italia? Anche se, secondo l’articolo 36 della Costituzione, a ciascun lavoratore dovrebbe essere garantita una retribuzione “proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un’esistenza libera e dignitosa”, non esiste una vera e propria legislazione ad hoc.
Infatti, circa la metà dei dipendenti nel paese sono coperti da un contratto collettivo, firmato da organizzazioni dei datori di lavoro e sindacati.
Dunque, stando alle ultime proposte avanzate dal Movimento Cinque Stelle, la retribuzione oraria lorda è applicabile a tutti i rapporti aventi per oggetto una prestazione lavorativa e deve essere di almeno 9 euro l’ora. Questa quota è stata calcolata in modo che risulti almeno il 20-30 per cento al di sopra della soglia di povertà calcolata dall’Istat per il singolo individuo, la quale è di 780 euro.
Infine, il Movimento 5 Stelle ha previsto anche delle importanti sanzioni amministrative per i datori di lavoro che violino l’obbligo salariale minimo.

Come funziona in salario minimo in Europa

Quasi tutti i paesi dell’Unione europea garantiscono un salario minimo ai propri lavoratori, fatta eccezione per Austria, Cipro, Danimarca, Finlandia, Svezia e Italia.

Ma come funziona il salario minimo nel resto d’Europa? Il paese con il salario più basso è la Bulgaria, con 1,24 euro l’ora (286 euro mensili). Al contrario, il primato per quello più alto spetta invece al Lussemburgo, con 11,12 euro per ogni ora di lavoro (2.017 euro al mese).
I vari paesi dell’Unione Europea si si dividono in 3 scaglioni:

  • paesi che hanno retribuzioni minime nazionali fino a 500 euro – Di questo gruppo fanno parte Bulgaria, Lituania, Romania, Lettonia, Ungheria, Croazia, Repubblica Ceca e Slovacchia. In questi paesi le retribuzioni minime vanno dai 261 euro in Bulgaria ai 480 euro in Slovacchia.
  • paesi che hanno un salario minimo mensile tra i 500 e i 1.000 euro – Di questo gruppo fanno parte Estonia, Polonia, Portogallo, Grecia, Malta, Slovenia e Spagna. Si va dai 500 euro in Estonia agli 859 euro in Spagna.
  • paesi che hanno retribuzioni minime al mese di oltre 1.000 euro – In questo gruppo sono presenti 7 paesi membri dell’Unione Europea (considerando anche il Regno Unito, pronto alla Brexit): Germania, Francia, Belgio, Paesi Bassi, Irlanda e Lussemburgo. Si va dai 1.401 euro del Regno Unito ai 1999 euro del Lussemburgo.