Smart Working: che cos’è e perché è importante per il business

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Capire il significato dello Smart Working non è immediato e nemmeno così intuitivo.
In Italia si sente sempre più spesso parlare di lavoro “smart” e, secondo alcuni risultati dell’Osservatorio Smart Working del Politecnico di Milano, circa la metà delle aziende medio grandi ha già lanciato iniziative al riguardo.

Anche all’interno della Pubblica Amministrazione comincia a farsi strada un modello di lavoro “smart”: oltre 4mila dipendenti pubblici lavorano da remoto, circa il 5% delle pubbliche amministrazioni ha progetti strutturati di lavoro agile, un altro 4% lo pratica informalmente e quasi il 48% è interessata a una prossima introduzione .

Ma cos’è lo Smart Working? Si tratta di una nuova filosofia manageriale fondata sulla restituzione alle persone di flessibilità e autonomia nella scelta degli spazi, degli orari e degli strumenti da utilizzare a fronte di una maggiore responsabilizzazione sui risultati. Si tratta di una modalità molto utilizzata nelle imprese femminili, ma non solo.
Stando alle parole del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, “lo Smart Working (o Lavoro Agile) è una modalità di esecuzione del rapporto di lavoro subordinato caratterizzato dall’assenza di vincoli orari o spaziali e un’organizzazione per fasi, cicli e obiettivi, stabilita mediante accordo tra dipendente e datore di lavoro; una modalità che aiuta il lavoratore a conciliare i tempi di vita e lavoro e, al contempo, favorire la crescita della sua produttività“.

E’ importante comunque tener presente che adottare lo Smart Working non vuol dire soltanto lavorare da casa e utilizzare le nuove tecnologie: è anche rivedere il modello di leadership e l’organizzazione, rafforzare il concetto di collaborazione e favorire la condivisione di spazi.
Infatti, nell’ottica Smart, il concetto di ufficio diventa ‘aperto’, il vero spazio lavorativo è quello che favorisce la creatività delle persone, genera relazioni che oltrepassano i confini aziendali, stimola nuove idee e quindi nuovo business.

Questo modello lavorativo è diventato sempre più importante. Lo testimonia l’entrata in vigore, nel giugno 2017, della legge 81/2017, il Jobs Act sul lavoro autonomo recante “Misure per la tutela del lavoro autonomo non imprenditoriale e misure volte a favorire l’articolazione flessibile nei tempi e nei luoghi del lavoro subordinato”, che disciplina il lavoro agile in Italia.

In estrema sintesi, dunque, lo Smart Working è una nuova dimensione del lavoro che da una parte favorisce la produttività individuale e la continuità operativa dell’utente (e quindi del business), e, dall’altra, permette una significativa flessibilità rispetto al posto di lavoro (ad esempio si occupa di Smart Working chi offre servizio di linkbuilding). In altre parole, lo Smart Working consente di cambiare i concetti di fruizione del tempo e dello spazio per favorire nuovi modelli di lavoro più efficaci ed efficienti.

I benefici che ne derivano, però, non sono solo per le imprese: per i lavoratori, anche una sola giornata a settimana di remote working può far risparmiare in media 40 ore all’anno di spostamenti e per l’ambiente, invece, determina una riduzione di emissioni pari a 135 kg di CO2 all’anno, considerando che mediamente le persone percorrono circa 40 chilometri per recarsi al lavoro e ipotizzando che facciano un giorno a casa di lavoro da remoto.